Derry’s Niùs: Mataraxia portami via

MATARASSIA (gr. Mἀταραξία “assenza di agitazione, tranquillità, impertubabilità nel cacare il cazzo alle genti conferendo vecchi matarazzi alla sanfasò”).

Termine tecnico dell’antica filosofia volshca (madre della filosofia greca e quindi, per definizione, dell’intera filosofia e civiltà dell’attuale Uccidente, pardon, Occidente – cit.), indicante la tranquillità dello spirito nel fare “come cazzo me pare quando devo cagna’ il matarazzo troppo pisciato”.
Spirito niente affatto turbato da una qualsiasi passione civica, etica, morale, e che esprime in genere, al pari dell’analogo “albasgìa”, l’aspirazione suprema di quasi tutta l’etica postaristotelica affinata nei secoli grazie all’apoteotico pensiero ultracartesiano “caco, ergo sum” nonché al concetto di serenità spinoziana come “letizia accompagnata dall’idea di una causa interiore da mollare ‘ndó cojo cojo tanto che cazzo me ne fotte a me?” (Pensieri e concetti ormai traslati ad azione e assurti a tradizione e guai a chi tocca le tradizioni care ai derryesi che quelli vi mozzicano oppure vi cacano in capo o anche tutte e due le cose nel senso che prima vi cacano e poi vi mozzicano perché quella l’abitudine a magnare merda è dura a morire).
Il concetto di albasgìa era (è) tipico dello strunzismo stoico, ovvero di coloro i quali pure mo risultano essere stoicamente un sacco stronzi; invece quello di matarassìa derivava dal ramo malamente del pensiero delle squole epicacuréa e scettico-sticazzica, che, sospendendo il giudizio su ogni cosa, addiventava indifferente a tutto tuttissimo che proprio non gli importava più una ceppa di gnente e di nisciuno come si evince dalle parole del maestro degli scettici, Pirlone: “come me pare io fo/e chi ve se ‘ncula ahó”.
Termine che rientra quindi nel grande disegno de “la perfetta pace dell’anima che nasce dalla liberazione di come quando vai di corpo sia in senso fisico che allegorico”, nel più ampio contesto della filosofia non-etica, non-morale, non-civile, legata alla ricerca dell’infelicità come vero destino dell’uomo contemporaneo.

La ricerca dell’infelicità come supposta ricerca della verità.
Ma è o non è la ricerca stessa la verità supposta?
E quindi la verità è che, stoicamente o no, siete infelicemente stronzi, e ‘sta supposta ve piasce proprio, ahó.

Derry Matarax

P.s. Basta filosolfeggiare, ora parliamo di cose serie, ovvero di infelicità quivi ritratta in misura di:

A) Matarazzi di cui sopra in numero di 2
B) Una postazione di isola ecologica meccanizzata quasi intonsa pari al nuovo vendesi per inutilizzo (e, aggiungo, sbrigàviti che sta vieppiù sprofontanto, sprofondanto, sprofontando, vabbè quello, manco fosse stata progettata da giannimorandi l’ingegnere)
C) Una batteria di ormai rari secchioni colorati in via di estinzione causa bracconaggio di neomonnezzari afferenti alla famigerata banda dei raccoglitori differenziati door to door, un altro duro colpo alle sacre tradizioni del paese
D) Maghine in numero di 9 messe pure quelle un po’ così ma anche perché indove le metti che i parcheggi stanno lontani ben 100 metri 100? E che me li devo fa’ a piedi? E che me la so’ accattata a fa’ la maghina?
E) Un pezzetto di periferia di cittadina medievale che si sa che nel medioevo le città mica le facevano per le maghine e noi per coerenza la parte nuova l’abbiamo fatta più adatta all’asino che alle suddette, coerenza asinina afferente più alla praticabilità ché alla bella urbanistica et architettura ovvero città nuove fatte talmente a cazzo di cane che aiutateme a di’ anzi soprassediamo che me vie’ da piagne
F) Gatto in numero di 1 che non sappiamo se sia felice o infelice, supponiamo che sia solo indifferente: basta che se magna

Ma niente niente noi itagliani dell’itaglia fossimo inconsapevoli felini?

(Pò esse, però nel senso di salami…)

P.s. salami come sinonimo di imbecilli, rincoglioniti, fresconi, fessi che si credono volpi tipo quelle volpi che l’uva je spiccia casa, coglionazzi, difiscienti, ‘ndunditi, pimpitòri, arembambaliti, pérgatòri (quest’ultimi cinque epiteti sono stati trascritti in puro slang volscho derryese, ndR.) ecc. e felini solo nel senso di Felino, in provincia di Parma, dove fanno i cosiddetti salami, però quelli che si magnano.

P.p.s. la ricerca della felicità sta anche nel non abituarsi al brutto e cercare di tendere al bello, uno dei tanti frattali dell’utopia: non vedere lammerda che ci circonda se non in termini di matarazzi cacacazzi non va bene, non va per niente bene

P.p.p.s. titolo e nome del gruppo del video allegato mi sembrano particolarmente azzeccati al contenuto del post. Non che mi siano mai piacuti i Garbage ma le colonne sonore dei filmetti di James Bond hanno sempre un ché

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