Derry’s Niùs: Viva la bonifica

To be or not to be… Wait! Maybe is it to have? Fair is foul and foul is fair, therefore: who cares!?”
(Essere o non essere… Aspe’! Fosse ca fosse il verbo avere? Ma tanto non saccio manco più distinguere il bello dal brutto, il buono dal giusto, e quindi: ‘sti cazzi!?)
Dubbio amletico e paradosso macbethico si intrecciavano, la frase scolpita nelle menti dei discendenti degli antichi indiani Volshee era fumosa ma tutto sommato comprensibile: bastava sentirli parlare e osservare il loro habitat e si poteva cominciare a penetrarne i misteri.
“Their fault, not mine”, ovvero “Hanno stati issi, mica io”, ovvero ancora “Se è colpa di qualcuno non è certo mia ma di … (aggiungere nomi a cazzo di cane, tipo i commercianti di Derry – questa però ve la spiego un’altra volta)”.
Il famoso principio d’irresponsabilità che permeava le cape di tutti gli abitanti della penisola italica, ormai ribattezzata ignavica, di cui i Volshee erano fieri campioni.
Adesso penserete che qui si stia esagerando sulla presunta superiorità immorale delle genti indigene ma seguitatemi nella pugna del ragionamento e vediamo chi tiene ragione.
Siamo o non siamo abitanti della penisola ignavica, di quella portaerei americana in mezzo al Mediterraneo che geograficamente si chiama, appunto, Ignavia già nota al mondo come l’Italia del “Franza o Spagna purché se magna” che guarda caso sarebbe proprio la tipica espressione dei peccatori ignavi?
E non era forse il girone degli ignavi quello che Dante incontra nell’Antinferno?
E uno dei nomi dell’inferno non era averno?
E allora chi ci impedisce di chiamare l’anticamera dell’inferno col simpatico quanto significativo nome di Preaverno?
E come si pronuncia il dittongo “ea”, nell’amata neolingua globalizzata american style, se non “i”?
Vedi?
Scherzo.
Siamo stronzi come tutti gli altri ignaviani.
Anzi, siamo meno stronzi di quello che dicono.
Guardate la Ponteen Swamp, già nota come Palude Pontina, per esempio.

DerryAfricaTraslata
Prima dell’avvento dell’uomo nero, la palude era quasi intonsa ed era talmente bella che a qualcuno ricordava la rigogliosa bellezza naturalistica dell’Affrica tanto da chiamarla l’Affrica ignaviana.
Poi l’uomo nero fummo noi, per un ventennio circa, e cominciammo a sconocchiare seriamente la bellezza del posto perché il primato dell’uomo sulla natura coll’aradio che traccia il solco ma è la spada che lo difende ecc. ecc. (Non era l’aradio? Era l’aratro? Vabbè è uguale orsù, tanto era tutta propaganda e ai tempi la propaganda la si faceva coll’aradio che la tivvù ancora non c’era e l’internet stava ancora nei pensieri degli angeli).
E mo che i neri sono altri tipo “Alì dagli occhi azzurri uno dei tanti figli di figli scesi da Algeri su navi a vela eccetera eccetera e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei regni della fame anche se a me mi parono tutti belli pasciuti e tosti e guarda che culi che tengono le femmine quasi quasi” che vengono a migrare in per di qui sperando di trovarci l’america e infatti quella l’hanno trovata ma è la parte sbagliata ché questi ancora non sanno che dell’america siamo solo una colonia sacrificabile anzi già mezza sgarrata.
Sta a veni’, dicevo, l’uomo nero dell’Affrica nera e quindi la pianura pontina l’abbiamo ulteriormente trasformata a uso Delta del Niger, ossia lammerda tossica da per tutto, proprio per far sentire i fratelli migranti il più possibile come a casa loro, ex meraviglia naturale e attuale discarica dell’immondo mondo.
E che non è ospitalità questa?
Non è un caso, infatti, che sciami di allegre e discinte migrantesse si aggirino per i campi della bonifica avvolte nei loro esili scialli a volte quasi ignude a volte proprio con le zizze di fuori e non parliamo della solennità scultorea della chiapperìa faccia a vista.
Si sa che in Affrica le genti vanno in giro spogliate per via dei loro usi e costumi e quindi visto che pure qua ormai fa tanto callo costoro si levano i costumi e usano andare in giro scostumati tanto che spesso, se tràttasi di scostumati di genere maschile, quello l’indigeno ignavico s’ingegna s’indigna s’impegna come se non sapessimo che è tutta invidia di quella cosa freudiana là che dicevano essere disturbo psicologico per sole femmine, ma quando mai…
Invece qualora fossero donne, le scostumate dico, allora qualche mano caritatevole dà loro una quisquilia di denari affinché si accattino una pietosa mutanda e che si sappia che sono mani di uomini buoni ma filantropi proprio in maniera disinteressata assai tipo per puro amore fraterno tanto si sa che quello l’amore è un pegno che si paga.
Poco, con le nigeriane, ma si paga.
Che poi la scusa è sempre quella della rottura di cazzo de ‘sta differenziata chirurgica tipo quando scoglionata moglie bianca dice a indolente marito bianco “Maritooo! Piglia la maghina va’ alla zona industriale e butta tutto ‘sto frammisto pe’ strada che tanto là non ti vede nisciuno ma statti attento ai zinghiri che vengono a rubbarci a casa e ai necri che vengono a rubbarci il lavoro” che quello il marito vostro non vedeva l’ora di inventarsi una scusa per andare a farsi fare un lavoretto di integrazione sociale dalla panterona migrantessa perché altroché rubare: quello è una delle cose che le italiane non vogliono più fare; o magari il marito curioso va a fare lo scambio etnoculturale pure con la zincarella minorenne che tanto ‘ndo cojo cojo che pure quelle ce stanno e sono pure più comode visto che tengono piazzali interi pieni di roulotte e campers con comode brandine atte alla bisogna invece cólle nigeriane ti devi andare a integrare socialmente pei campi e poi finisce che ti si attaccano le zecche da per tutte le parti.
Dopo però, signore care, quando il marito vi torna in casa tutto ringalluzzito ma col perfido acaro ematofago nascosto chissà dove magari proprio sul pesce rimasto leggermente aromatizzato e rigorosamente a riposo e vi dice “Mado’, amo’, però che culo piatto che tieni” oppure “Amo’ non ti ricordavo così pallida pigliati un poco di sole magari compriamoci un campers ce lo sai che sono comodi i campers per andare al mare a pigliare il sole no?” fatevela una domanda e datevela una risposta eh.
O al limite andatece pure voi e fate una cosa a tre, così vi sbariate un po’.
Viva la bonifica e che il Grande Manitù la benedifica.
E conferite la monnezza come si deve, merdacce

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