Improptu, tamburi, percorsi

Comunicazione emozionale, gioco tra tensione e risoluzione, dinamiche, melodie e tante altre regole relative al “buon esito” del flusso musicale non bastano da sole a definire le differenze tra un “solo” di percussioni, qualsiasi esse siano, e un lavoro concettuale su uno strumento che pur partendo dall’essere un insieme di percussioni ne travalica il concetto e si fa musica d’avanguardia.
Avanguardia o neoavanguardia o “avant” che sia, stiamo parlando di musica che esce dagli schemi dei gusti correnti e anticipa possibili strade verso nuovi linguaggi.
Difficile da ascoltare, da inserire in uno schema riconoscibile e quindi per questo straniante, almeno per chi non è abituato a non uscire troppo dall’ordinario quotidiano.
“Corpora Soni” è il nuovo EP del percussionista veneto Luca Gazzi, del cui lavoro avevo già parlato tempo addietro in una recensione il cui incipit era, non a caso, “Esperienza strana e affascinante…”.
HKPD era il titolo di quel disco registrato in compagnia del “manipolatore” elettronico Amur Tet, al secolo Marco Matteo Markidis che in coppia col Gazzi forma il duo Adiabatic Invariants, disco di felice interazione tra percussione e suoni di sintesi.
Stavolta siamo di fronte a un soliloquio di suoni naturali scaturiti dalla mente e dalla concezione del corpo del percussionista nello spazio, in una sorta di “sintesi sottrattiva” della presenza fisica del musicista in relazione all’ottenimento di un particolare risultato sonoro inteso in senso più ampio rispetto alla semplice concezione dinamica.
Ne è la riprova il terzo brano, “Minimalia”, il togliere il più possibile sé stessi dall’azione fino al punto in cui è ancora percepibile la differenza tra suono e silenzio.
Il continuum sonoro lascia immaginare l’uso di un qualche battente a frizione su metallofoni e idiofoni vari, un rilassante bordone di frequenze medio basse intervallato da discrete risonanze metalliche di senso opposto.
Il secondo brano dell’EP, “Corporale”, rappresenta la visione contraria, in cui il suono ne esce come compresso nello spettro sonoro per via della “huge presence” del musicista stesso nel suo ambito gestuale, in cui la percezione della differenza dinamica è meno importante a causa proprio dello scarso spazio lasciato libero nello spettro stesso.
Sembra quasi una visione onirica e opposta all’usuale: invece del percussionista chino sul suo set sembra di percepire una vita catturata all’interno dello spazio ristretto di un “qualcosa risuonante” dal quale cerca di evadere muovendosi in ogni direzione possibile.
Claustrofobico ma credo coerente con la sua scaturigine concettuale.
Il brano iniziale, “0.Improvvisazione II.Improvvisazione”, rappresenta un altro aspetto del concetto di lavoro percussivo di Luca Gazzi, ovvero una ripetizione gestuale costante che conduce comunque a “…sostanziali e irriducibili differenze…” le quali sono “…l’unica descrizione definibile di ciò che sto suonando e di ciò che state ascoltando…”.
Un momento di tensione costante, l’ultimo minuto addirittura parossistico grazie al cambio di paradigma sonoro e dinamico, che trova la sua risoluzione solo all’ultimo decadere dell’inviluppo del cymbal roll.
L’EP si conclude con “Sul tempo (o dello spazio)” in cui si tende a rendere indefinibile il tempo musicale, giocato tutto su metallofoni di ogni ordine e grado con un suono costante ma – sembra – senza l’ausilio di artifici di sfregamento.
Il tempo riprende una certa riconoscibilità ad ogni rottura di spazio sonoro grazie alle pause e all’improvviso scendere di tono mediante colpi su membranofoni gravi, per poi essere ridefinito ad ogni ripresa del “tema”.
Scrivo tema fra virgolette perché siamo fuori dalla concezione tradizionale di un tema riconoscibile melodicamente, armonicamente o anche solo ritmicamente.
Questo è il quid, la non appartenenza a schemi riconducibili a qualcosa di conosciuto, l’essenza della sperimentazione, la necessità di aprire varchi nel cammino dell’arte e quindi, ontologicamente, di procedere in avanti nel cammino dell’uomo.
Quello che fa di un musicista un artista di avanguardia.

https://lucagazzi.bandcamp.com/album/corpora-soni-ep-2017

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