Le vie del tronco encefalico sono infinite

Nel post precedente si parlava – anche – di meme, imitazione, fenomeno imitativo, soprattutto di come i sacerdoti del pensiero dominante usino la tecnica del “vantaggio cumulativo”, ovvero quel fenomeno sociologico per il quale se una cosa è popolare tende ad esserlo sempre di più, una regola che vede aumentare in maniera esponenziale la diffusione di un’idea, un simbolo, una concezione del mondo (si parlava di rivoluzioni colorate, ovvero di esportazione della democrazia con altri mezzi, e di come questi simboli “buoni” in realtà siano solo belletto per coprire la solita Hybris).
Noi esseri umani siamo animali sociali e desideriamo avere cose in comune col resto della società, qualcosa di cui parlare assieme, qualcosa che ci dia senso di appartenenza e così, per es. nell’ambito musicale, una canzone può essere famosa solo perché è famosa, solo perché rimbalza in continuazione fra media e menti e continua a farlo finché non diventa un meme.
Anche se fa schifo al cazzo.
O almeno fa schifo a chi tende ad ascoltare la musica con senso critico, a chi “si distacca dalla massa” (ahiahiai, osservazione perniciosa, l’inferno è la musica degli altri… – Musica di merda, Carl Wilson, libro già citato su queste pagine).
I soliti asociali, quelli che ne sanno di più.
Il fatto è che la trita osservazione sui soliti saccentoni di questa ceppa in verità parrebbe giusta: qualche ricerca neurobiologica suggerisce che il cervello è fatto per preferire la consonanza alla dissonanza.
Il piacere deriva dal rilascio di dopamina che avviene quando si ascolta qualcosa che viene incasellata in uno schema riconoscibile; invece quando il suono è troppo nuovo, e non riconducibile ad alcun concetto precostituito, il cervello rilascia troppa dopamina, cosa che ci fa sentire disorientati e infastiditi.
Il bello è che il fenomeno è adattabile alle ripetute esposizioni: piano piano ci si abitua al nuovo e ciò che prima sembrava rumore dopo un po’ potrebbe apparire piacevole.
E chi è che gode di default delle musiche, ad es., di (scusate il termine) Laura Pausini?
Un botto di gente.
E chi si sollucchera con la musica concreta, con la micropolifonia, con la musica spettrale?
Pochi, pochissimi, anzi, se volessimo usare un termine novecentesco potremmo definirli avanguardie.
Tutto il resto della società canta appresso a Claudio Villa (una volta, adesso ci si scapezza appresso a Fedez o a Calcutta, fischiettando allegramente verso l’abisso).
Il discorso sulla malleabilità del gusto vale per una semplice canzonetta, per la fruibilità di un linguaggio, per la definizione e l’accettazione di uno stile.
Il Blues è passato da musica del diavolo a sollazzo per le élite (anche se non è che la casa bianca sia proprio un ritrovo di angioletti, ma vabbè), così come il rock, la truffa del secolo (ma quale rebel rebel, it’s just business, as usual – tranne qualche rara eccezione).
Così come quello che sembrava “difficile” dopo un po’ di esperienza di ascolto consapevole potrebbe portare al ripensamento del concetto di “easy listening”.
Fausto Papetti, Richard Clayderman, James Last non siete nessuno (in verità li ho sempre schifati a prescindere), il mio “easy listening” adesso è Toufic Farroukh, conterraneo dei più “densi” – imhoIbrahim Maalouf e Bachar Mar-Khalifé.

Mi piace ‘sto Farroukh, mischia con levità ritmi arabi che potrebbero essere cubani (rumba algerina vs. bolero) e poi brasiliani (karachi vs. samba), melodie cantate in portoghese schiaffate all’unisono col pianoforte che strimpella in perfetto stile mediorientale (sembra quasi di sentire Maurice El Mediouni), una placida fisa dal suono parigino che incolla il tutto.
Tutto molto “easy”.
L’importante è goderselo con la consapevolezza che si può (si deve) andare avanti nella “raffinazione” del gusto ma che nessuno ci impedisce di tornare indietro alla ricerca di una pausa di leggerezza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...