Cara Mella, Morta Della, Manna Rino, Baci Nella.

Come si dice in quel di Roma: io mi sarei tenuto la cica, ma il licantropuccio ha parlato e quindi non posso tacere.
In genere non scrivo post relativi a cose che non mi piacciono, lo considero inopportuno, inutile, taccio e lascio parlare chi apprezza, questione di target, di gusto (parlando sempre di chi scrive per hobby e lasciando stare i professionisti del settore).
Poco tempo fa ebbi l’ardire di diffondere via Facebook un commento benevolo sull’ultimo disco dell’omino lupetto, con grande e divertito scandalo dei miei amici più finemente conoscitori dell’arte di Euterpe.
Il coup de foudre (rapidamente scemato, direi) avvenne per amore dei tamburi: nella musica italiana vo cercando disperatamente di sentire una percussione, che non sia la solita batteria, ben suonata e ben arrangiata; in Italia stiamo indietro nella conoscenza degli strumenti non accademizzati, o volgarmente considerati “etnici” o addirittura “strani”.
L’ultimo disco del cucciolo di lupo mannaro mi ha tirato fuori un “finalmente” (non che non ci siano percussioni interessanti in giro per i dischi della penisola, ma bisogna andare a scovare produzioni un po’ di nicchia, magari di neofolk, o di buon jazz nell’accezione world fusion, mentre qui si parla di pop mainstream).
È bastata una campana lucumí per farmi addrizzare i recettori e, andando avanti con i brani, due congas ben messe, un timbau e relativo coro brasileiro che sfociano in un samba reggae ben fatto, un samba pagode con tutti i crismi, un pandeiro tutto sommato semplicissimo ma rispettabile, degli agogo suonati con delicatezza e fantasia, surdo sparsi qua e là e una cuica messa ingiustamente in cantina.
E basta.
Nel senso che non c’è molto di più rispetto ad un disco di pop cantautorale (scuola romana), le percussioni e gli arrangiamenti, invero bellini, sono stati evidentemente intesi come vestitini che sono serviti ad abbellire una scrittura non esattamente rivoluzionaria.
Tolta la ficaggine “etnica” è un disco di Mannarino.
Che vende tanto ma a me non piace, e infatti al secondo ascolto mi sono deinfatuato e al terzo mi sono rotto i coglioni.
Non avrei scritto ‘sta roba se non avessi letto un’intervista in cui l’autore sbaglia decisamente mira nel classico atto della minzione nel vasetto.
Tirare in ballo i tropicalisti e la loro cripticità nella scrittura testuale, dovuta alla censura del regime militare nel Brasile degli anni ‘60 e ‘70, non è la stessa cosa che vivere nell’Italia degli anni ‘10 del 2000 e scrivere per non farsi capire.
Da chi?
Dall’oppressore capitalista? A Mannari’! Ma sei uno che vende, ma che vai cercando?
E poi la musica come incontro, giusto.
Incontro tra ritmi brasiliani e romanità cantautorale, arigiusto e venuto pure benino direi.
Però nell’intervista si insinua un’operazione crossover tra musica brasiliana e romanità.
‘Nzomma: i tropicalisti hanno destrutturato la canzone brasiliana inventando un nuovo stile, qui si è sovrapposto Mannarino alla batucada.
Nun è ‘a stessa cosa.
Musica brasiliana come incontro tra la musica classica europea e ritmi africani?
Anche, ma c’è molto di più, altrimenti tutte le nazioni in cui ci sia stato incontro e fusione tra queste due culture avrebbero avuto la stessa musica.
Il Brasile è diverso da Cuba che è diversa dal Perù che è diverso dalla Colombia che è diversa dall’Argentina ecc. (un’anima comune c’è ma è talmente profonda e talmente sottile che solo un etnomusicologo esperto la può cogliere e spiegare chiaramente).
Vabbè, basta.
Mannarino è simpatico ed è giusto che abbia successo fra i giovani.
Io, giovane, lo fui.

E chest’è, alle percussioni il buon Mauro Refosco, già con Red Hot Chili Peppers, Forró in the dark e, soprattutto, David Byrne

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...