Joe, i tre Re e le tre grazie

Non ho mai amato particolarmente Joe Bonamassa, sempre un po’ troppo al limite dello scintillìo di qualche metallo di troppo per poterlo considerare un bluesman come piace a me.
Poi ha fatto un discacchione con quella meravigliosa cattiva ragazza di Beth Hart, ‘Don’t explain’ uscito nel 2011 per la J&R Adventures, e qualcosa è scattato, soprattutto dopo l’ascolto di ‘I’d rather go blind’.
Versione al fulmicotone, penso che la buonanima di Etta James ne sarebbe stata contenta, chissà.
Due anni dopo ulteriore conferma del duo con ‘Seesaw’, stracarico di belle versioni di classici dell’R&B, fra gli altri ‘I love you more than you’ll ever know’ scritto da quell’altro mito di Al Kooper.
L’anno dopo un bel live con il miglior materiale scelto fra i due album (con una versione se possibile ancora migliore del suddetto brano di Etta James) e poi basta, ambedue tornati alla routine del mio personale ‘macchisseneimporta’.
Evidentemente la fusione tra quei due cervelli dava un risultato maggiore della somma (sempre imho).
La Hart ha fatto uno o due CD meglio prodotti rispetto a prima dell’incontro col chitarrista di Utica, NY, mentre quest’ultimo è ricascato nel calderone urticante del Blues tendente all’Hard Rock tendente al Metal.
Almeno fino alla realizzazione di un progetto in tre fasi che vede l’omaggio ai padri del Blues moderno.
Partito con Muddy Waters e Howlin’ Wolf (Muddy Wolf at Red Rock) ora tocca ai tre King del Blues: Albert, Freddie e ovviamente B.B. (di cui un Bonamassa tredicenne era protagonista degli opening act ai suoi concerti).
Il 23 settembre 2016, cioè oggi, verrà pubblicato il confanetto triplo nei canonici formati LP, CD e DVD.
Band quasi completamente rinnovata per questo Blues project ma sempre di livello, confermato Anton Fig (roccioso ed eclettico drummer, dai Kiss a Miles Davis) ma niente più Carmine Rojas (bassista del David Bowie eightes), Blondie Chaplin (chitarrista con Beach Boys e Stones) e Derek Sherinian (tastierista fra i più stimati al mondo, ex Dream Theater), in compenso dentro un certo Reese Wynans (pianista/hammondista con i Double Trouble di SRV) e altri specialisti del Blues.
Per gli amanti della chitarra consiglio la versione video, un vero e proprio porno per i gear addicted, dal sito: “JB introduce una costante rotazione di chitarre vintage, quattro modelli Gibson ES, una Gibson Les Paul, una Gibson Flying V, due nuovi modelli Gibson Custom Shop, due Stratocaster Fender e una Flying V 1972 Dan Erlewine chiamata “Lucy”, originariamente di proprietà e suonata da Freddie King attualmente nella collezione dell’ attore Steven Seagal”.
Video anche per me: non tanto per le chitarre ma perché penso ci siano pochissime cose più corroboranti, più erotiche, più ammalianti al mondo di tre coriste sgnacchere (soprattutto non più giovanissime) che ballano, sudano e cantano sprizzando ormoni da tutte le parti.
Spettacolo nello spettacolo.
So’ gusti.

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