Un’astoria vera veramente pt.7

(segue)
Sono passati sei anni da quella ferale telefonata che feci al Cicciolino: “Raga, non posso suonare più (in seguito scoprii che la cosa non era del tutto vera, per fortuna). O vi trovate un sostituto o la finiamo qua”.
Apparentemente la finimmo là ma qualcosa ha sempre covato sotto le ceneri.
C’è chi continua a scrivere, arrangiare e a sognare di riorganizzare il tutto e c’è chi gli da retta.
Chissà, un giorno vedremo.
Certo è che sono stati dieci anni belli, abbiamo girato mezzo mondo e abbiamo portato un po’ di sole in terre brumose.
Cicciolino Egli e Ciotolino Plettri, Cristiano Lui e Stefano Ciotola, continuano con il loro duo e con tanti altri progetti le loro professioni di musicisti serissimi.
Piercalvo Doloretti McManicus, Paolo Capasso, sta sempre su una sedia a rotelle ma riesce ancora ad insegnare musica ai ragazzi delle medie, continua a crederci e continua a vedersi e a imbastire lavori musicali con Giantòpa Makìera Lacàllas, Carla Cristofanilli, e Titina Sfiatucci, Katia Onofri.
Carla ha una solida esperienza di insegnante di canto, Katia ha fatto inaspettatamente una carrettata di bambini (non mi sposerò mai! Se se…).
Frank Di Mazza, Lorenzo Di Masa, sta sempre lì, nel suo bellissimo negozio di dischi a Latina, imperterrito, contro ogni crisi.
Siamo rimasti grandi amiconi e mi scuso ancora con lui per aver esageratamente forzato la mano sul suo personaggio, non era così pippa, era solo per far ridere, scusa Lore’.
Squinzia Serenelli, Serena Frison, non so che fine abbia fatto, chi ha notizie parli.
Padre Armando Frumenti, Diego Fieni, è in qualche parte del mondo in missione per conto di dio.
Gentile Da Foresta, Nicola Gentile, ormai sarà diventato gran mogol delle giovani marmotte, o corpo forestale dello stato che dir si voglia, e approfitta delle ferie per fare tour estivi col suo carrozzone musicale.
Pancrazio Posamipiano, Orazio Fanfani, si starà godendo la pensione all’ombra di qualche quercia in quel di Cori, LT.
Anton Rullo De’ Vibrafonis, ovvero Stecchino Tonsilletti, ovvero Marco Malagola sta lì bello pacioso ad insegnare percussioni nel conservatorio di Salierne, vibrafonista eccellentissimo, grande jazzista, è sempre un piacere sentirlo suonare.
Io sto qua, tra un artiglio del diavolo, un condral e una seduta di agopuntura a cercare di lenire il dolore perché col cavolo che mi sono fermato.
Anzi, non ho mai studiato tanto come dopo l’infausta diagnosi.
Ho dovuto mollare il tamburello, strumento verso il quale ero in procinto di specializzazione, ma ho guadagnato un sacco di conoscenza verso altri tipi di percussione meno “gnoranti” e meno “impattive”.
Suono ancora e, nonostante il dolore, non mi fermerò fino a quando non mi cascheranno le mani per terra.
Amen.

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