Un’astoria vera veramente pt.3

(segue)
Lo scrollamento dell’albero delle relazioni era stato talmente forte che i rami continuavano a vibrare.
I rami vibravano e le foglie cadevano.
Le foglie cadevano e un’altra mela avvelenata minacciava di cadere.
E cadde.
Il solito Cicciolino Egli fu lesto a raccoglierla e a passarla, non l’avrebbe morsa certo lui, il primo donno.
Manco avesse la rogna, la mela del peccato passò di mano in mano più rapida di una saetta.
Ciotolino la lanciò a Piercalvo, il quale la placcò al volo e con un abile manrovescio la indirizzò a Titina che, di animo buono e sensibile alla natura, voleva riappiccicarla al ramo con lo scotch, ma lo scotch non valeva una mazza e la mela ricadde addosso al Bongodoro il quale, confondendo musica e sport, la percosse violentemente con il tamburello e la rilanciò al suo destino: verso l’innocente Giantòpa la quale, essendo affetta da logorroicismo congenito, non fece in tempo a chiudere la bocca che la mela avvelenata le si piantò in mezzo ai denti.
E la morse incolpevolmente.
Ed il veleno andò in circolo.
E i Bifolk Roz, ancora più deliranti nella loro presunta onnipotenza, cambiarono pure la cantante in prima.
Che storia, ragazzi!
Fu una grossa perdita.
L’ancheggiare di Giantòpa detta Maria Carlas riempiva lo spettacolo, tutto il pubblico la guardava languido e rattuso e nessuno si accorgeva delle puttanate che andavano suonando i presunti suonatori.
La situazione si stava facendo seria, bisognava cominciare a fare musica davvero ché nell’Europa degli mbriaghi del norde, avevandoci scambiato per bravi, ci volevano alle loro feste vichinghe.
Venne chiamata una nuova giovanissima cantantessa, tale Squinzia Serenelli, quasi centottanta centimetri di ben di Dio, tutti graziosamente proporzionati ed armoniosamente accatastati, con una vocina sottile e intonatissima, molto esperta in baby dance.
Grande fan di Topo Gigio.
La sua voce era particolarmente adatta alle canzoni nebbiose del nord, soprattutto di Bologna, in particolar modo del Coro dell’Antoniano.
Ci mancava solo Mago Zurlì e lo Zecchino d’Oro era al completo.
Repetita juvant: I Bifolk Roz compivano scelte ardite o erano semplicemente incompetenti?
Bah, fatto sta che la formula continuava a funzionare.
Misteri della musica.

(continua)

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