Un’astoria vera veramente pt.2

(segue)

I Bifolk Roz suonavano qualcosa che doveva essere un melange tra buzzurra mediterraneità italiana e brumosa celticità nordeuropea.
In realtà nessuno di loro sapeva bene quali fossero le differenze tra una tarantella sicula e una giga del norde ed è probabile che l’ignoranza e la confusione siano alla base di quello che potrebbe essere stato tragicamente scambiato per una qual certa originalità musicale.
Fatto sta che questi scampati alla Siberia avevano un discreto credito in alcuni ambienti del folk nordeuropeo, lì dove la birra scorre a fiumi. Appunto…
Dalli oggi e dalli domani, una parvenza di compattezza sonora cominciava a venir fuori da questi sei scansamestieri.
Ma l’infido virus del fanatismo artistico cominciava a serpeggiare, scuotendo l’albero delle relazioni all’interno della bènd.
Dall’albero delle relazioni cadde una mela avvelenata.
Prontamente Cicciolino la raccolse e la passò a Piercalvo, il quale la passò a Caramelo, il quale la passò a Titina, la quale la passò a Giantòpa, la quale la passò a Frank.
E Frank la morse.
Ed il gruppo, in preda a delirio di onnipotenza divina, lo cacciò ignominiosamente dal proprio piccolo eden.
I Bifolk Roz si erano liberati del Di Mazza e ora potevano anelare ad un vero strozzamanici a sei corde.
La scelta cadde su Ciotolino Plettri, noto devastatore di timpani auricolari, emulo di Giacomino Hendrix persino nel suonare lo strumento con i denti (senza cavarci una nota che sia una però).
Leggendaria la sua tecnica nel creare un effetto Larsen-Aquafresh ottenuta avvicinando i pick up della chitarra all’eterno apparecchio ortodontico che porta in bocca dall’età di sei anni (pare sia il Plettri l’inventore della ricetta degli spaghetti alla chitarra, nata per un caso fortuito: un giorno qualcuno dimenticò una massa di pasta all’uovo su un cono di un altoparlante di un grosso amplificatore Marshall. Ciotolino non se ne accorse e richiuse l’altoparlante con la tipica rete di protezione a maglia quadrata. Alla prima schitarrata distorta il potente superlavorio del cono generò una serie di microonde che bollirono la pasta in quattro e quattr’otto facendola fuoriuscire a pressione dalla rete che così sezionò la pasta dandole il caratteristico aspetto quadrato).
Ciotolino era un buono, mite e remissivo, che in realtà sfogava le sue nevrosi prendendo a calci amplificatori e spaccando Fender sulle teste dei masochistici spettatori adoranti (Fender giapponesi comprate dai cinesi che quelle originali americane chi poteva permettersele?).
Un vero rocker.
L’ideale per una formazione acustica di musica tradizionale.
I Bifolk Roz continuavano a stupire il mondo con il coraggio delle proprie scelte (o con il manifesto perpetuarsi della beata ignoranza?).
Il bello è che la formula funzionava ancora meglio.
Che culo!
Sembrava avessero quadrato il cerchio.
Ma nuovi accadimenti stavano per scombinare daccapo la formazione.

(continua)

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