La Vanoni?

Qui tocca tornare a studiare.
Arrivare a quasi cinquantatré anni scoprendo solo ora che Claudio Rocchi ha tradotto White Mountain per l’Ornellona de Milàn, la cantante della mala, fa un certo effetto.
Effetto moltiplicato poi dall’ulteriore constatazione che quell’altro brano che tanto mi aveva acchiappato nel ’76 in realtà era stato scritto da Elide Suligoj e inciso, sempre dalla Vanoni, nell’album Dettagli di quattro anni prima.
È vero che Bill “Rocky” Conti al tempo ne è stato l’arrangiatore ma quelle arcate e quella melodia a me non sembrano “solo” un arrangiamento.
I credits non lasciano dubbi: testo di Luciano Beretta, musica di Elide Suligoj.
A meno che Bill Conti si sia lasciato prendere la mano nell’orchestrazione e abbia effettivamente sviluppato il tema della compositrice italiana facendolo poi diventare quel travolgente finale che sottolineava l’epicità della vittoria di Rocky Balboa su Apollo Creed.
Non essendoci stati strascichi giudiziari è probabile che sia andata proprio così, un’ispirazione che diventa una composizione capace poi di poter vivere autonomamente.
Parafrasando la splendida battuta di Prugna di qualche tempo fa potremmo dire: Sylvester Stallone si dice pronto a girare il quinto episodio di Rambo: “Ornellaaaaaaa!”.

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