Rotopanoramica Afrocubana Pt.6

(Segue da qui)

La religione la cui musica rituale ha influenzato maggiormente lo sviluppo della musica cubana è senza dubbio la Regla de Ocha, meglio conosciuta come Santeria.

L’orchestra dei tamburi sacri è formata da tre strumenti a clessidra a doppia pelle denominati Tambores Batá, i cui suoni, oltre all’ovvia valentia musicale, hanno funzione di preghiera. Gli incastri poliritmici tra i suoni indeterminati dei Cha Cha (pelli delle aperture piccole) e i suoni determinati degli Enú (pelli delle aperture grandi, ovvero le “bocche” dei tamburi) formano parole onomatopeiche che, associate ai canti, determinano i Rezos, ossia le invocazioni ai Santi a cui il rito è dedicato, con la speranza che dal cielo Essi ascoltino le suppliche e conseguentemente che gli Orisha stessi si manifestino in forma di possessione attraverso una persona scelta fra gli astanti.

I Toques Batá, al di fuori della loro funzione rituale, sono stati spesso inseriti nell’ambito Popular, sia nel Son (Grupo Sierra Maestra, Conjunto Son 14, Celia Cruz, Orquesta Sublime, Compay Segundo), sia nella Nueva Canción (Síntesis), sia nel Latin Jazz (Irakere, Grupo Afrocuba). Il maggior interprete dei canti sacri è (era, se fue ahorita) Lázaro Ros, Apkuón (cantante solista) depositario della più profonda tradizione Lucumí.

I canti agli Orisha del Pantheon Yoruba sono spesso eseguiti anche in forme diverse, con diversi canoni percussivi: il profano e “campesino” Bembé, di cui esistono una miriade di versioni (praticamente una ogni esecutore, ed il bello è che ognuno di essi si proclama unico depositario della verità ritmica, tutto il resto es mierda!) ed il sacro e “cittadino” Toque Guiro, caratterizzato dalla massiva presenza degli Agbé o Chequeré, le famose “zucche con le perline”.

Particolarmente affascinanti sono anche i canti Palo e Arará, meno frequenti nella fusione con altri generi musicali probabilmente a causa della loro estrema difficoltà interpretativa (soprattutto il secondo, anche se ogni tanto spuntano fuori nei dischi di gente come Chucho Valdes, Alfredo Rodríguez, Síntesis ecc.).

Altri ritmi del Folclor meno conosciuto sono la Yuka, la Makuta, il Bríkamo (antesignano dell’Abakuá) ed il Garabate. Il ritmo di Makuta è incredibilmente coinvolgente e festaiolo, mentre El Baile de Yuka ha sicuramente influenzato la corrispondente danza al ritmo di Rumba Guaguancó: gli ancestrali ballerini africani presero spunto, come in tante altre occasioni, dallo spettacolo della natura, ammirando e copiando quello che gallo e gallina combinavano insieme ai fini della procreazione…

Continua

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