E mo chi me li taglia i capelli?

France’, mai come oggi ho avuto fisso in mente il tormentone del Magnifico, o il “cogli l’attimo”, o altri tòpoi relativi.
Come valutiamo il “chi vuol essere lieto sia”? Qual è la lietezza?
È lietezza il vivere come fosse l’ultimo giorno o lo è il programmare finalmente un’esistenza migliore, più sana, anche forzatamente più dura, assumendo una disciplina interiore che, almeno a me, è sempre mancata?
Tu, benedetto ragazzo, che eri così attento al mangiare, che non bevevi, che non fumavi, che stavi alla larga persino dagli spifferi, te ne sei andato così, di botto, senza preavviso, lasciandoci, a dir poco, basiti.
E mo chi me li taglia i capelli?
Fra noi era come fosse una cerimonia: venivi nel mio studio, spalancavamo le finestre, ci mettevamo comodi, la musica che ci piaceva in sottofondo, le chiacchiere e la macchinetta prima e le forbici poi che spuntavano ‘sti zeppi che ho in testa.
Con una lentezza esasperante.
Lentezza che serviva ad esorcizzare i tempi matti di oggi, a darci più tempo per parlare, soprattutto di musica, e a sentirla.
E fra una chiacchiera e l’altra puntualmente esternavo il desiderio di raparmi a zero, però solo dopo che fossi riuscito a dimagrire significativamente, altrimenti con queste guance sarei sembrato platinette senza parrucca.
E tu, sornione, sapendo benissimo che non sarei mai riuscito a calare manco un etto, saresti tornato ad libitum con la tua borsa da barbiere a domicilio a sfoltire la fratta di quel “vorrei ma non posso” che risponde al nome di Carmine Pongelli.
Ecco, forse il “carpe diem” l’ho trovato, oggi, al tuo funerale.
La lietezza che potrebbe allietarmi potrebbe essere proprio il rispetto di quel mai sopito desiderio, la ricerca della disciplina, mutuata dal dolore della tua scomparsa, che potrebbe portarmi alla condizione di potermi permettere l’esibizione del capoccione nudo.
Come fosse un prosieguo reale e possibile del nostro patto “impossibile”.
Non so se ci riuscirò, ma, dovessi farcela, il giorno che accenderò la macchinetta e la passerò sul mio cranio sarà come se lo facessi tu, a finestre spalancate, con la musica giusta, in un soliloquio verso l’infinito.
Ciao France’, ciao Ciack, uomo mite, serio e generoso.

Annunci

One thought on “E mo chi me li taglia i capelli?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...