La clave ed il gioco a togliere

La musica è una lingua straniera, così come è anche educazione fisica (nonché tanto altro, ovviamente).

Nell’ambito percussivo afrocubano Manny Oquendo parla, anzi parlava, una lingua purissima.
A prescindere dallo strumento usato nel video relativo a questa breve dissertazione (un tutto sommato trascurabile timbalito usato a mo’ di bongó) Manny parla con la lingua dei padri: un “rompere il ritmo” giocando con la clave, esasperando la risultante elastica relativa all’uso dei colpi sincopati, togliendo e non aggiungendo.

Aggiungere troppo è un po’ l’orientamento generale, con le dovute eccezioni, delle nuove generazioni di percussionisti (non solo di scuola afrocubana, ahimé), giovani perfettamente in linea con il concetto di musica come educazione fisica.

E basta.

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